Chess Records

La Chess Records è LA casa discografica del blues, è stata la casa di produzione che ha in un certo senso inventato il Chicago Blues e dato vita a quel filone del blues che ci ha regalato la maggior parte degli artisti oggi annoverati tra i “padri” del blues.

La Chess Records deve il nome al cognome dei due fondatori, i fratelli Chess, Phil e Leonard, che fondarono, nel 1950, la casa discografica, dopo alcune esperienze in altri studi di registrazione.

Leonard già nel 1947 era nel music business come socio della Aristocrat Records, che decise di trasformare in Chess Records quando il fratello Phil decise di ritirare l’altra quota societaria, appunto nel 1950, stesso anno di pubblicazione di quello che è ritenuto il primo singolo targato Chess, “My Foolish Heart”/”Bless You” di Gene Ammons.

L’anno i fratelli Chess decidono di iniziare una collaborazione con il Sam Phillips’ Memphis Recording Service, con il quale incidono diversi singoli di successo,cominciando a scoprire i nuovi talenti del blues. Tra questi ci fu Howlin’ Wolf, che fu anche uno degli artisti più fedeli, rimanendo sotto contratto con la Chess fino alla morte, nel 1976.

La dimostrazione dell’importanza della nascita della Chess Records è anche data dal fatto che la quasi totalità delle cover dell’ambito blues riemerse nel periodo della seconda ondata di blues in America e della cosidetta British Blues Revival,sono in origine singoli editi sotto etichetta Chess. Questo anche perchè la maggior parte degli artisti incidevano in quel periodo proprio per la Chess; infatti, a causa del fatto che le radio in quegli anni trasmettessero solo un limitato numero di singoli per ogni etichetta, i fratelli Chess, forti di un buon successo economico, fondarono anche un’altra casa discografica, la Checker Records, in modo da avere più singoli in radio.

Non contenti, 2 anni più tardi fondarono anche la Marterry Records, poi diventata Argo Records e infine Cadet Records, per progetti più jazzy o più pop, convogliando il blues nell’originaria Chess.

La maggior parte della produzione discografica di successo della Chess Records avvenne durante gli anni ’50, grazie all’esplosione della musica nera e alla diffusione delle radio e dei grammofoni nelle case popolari. Va dato merito anche alle scelte dei due fratelli, che assoldarono personalità di grande bravura,come il produttore Ralph Bass e soprattutto il bassista-autore-compositore-produttore Willie Dixon, che ha partecipato a un numero enorme di incisioni durante la sua collaborazione con l’etichetta, tant’è che oggi l’edificio storico della Chess è sede della fondazione che porta il nome di Willie Dixon, la Willie Dixon’s Blues Heaven Foundation.

La filosofia della Chess Records era infatti, nella maggior parte dei casi, quella di assumere e mettere a conratto musicisti bravissimi da “sfruttare” come session men per le incisioni di solisti e altri artisti. Dalle fila di musicisti della Chess emersero grandi nomi del blues, ma anche futuri musicisti che ebbero poi successo anche in altri generi, soprattutto nel soul e funky del periodo Motown – Philly Sound.

Nel 1969 la Chess cercò di sbarcare anche oltreoceano fondando la Middle Earth Records, in collaborazione con il Club Middle Earth; questo “distaccamento” della Chess era guidato da Marshall Chess, figlio di Leonard, ma ebbe vita molto breve, e l’anno dopo, nel 1970, chiuse i battenti. Nello stesso anno, il 1969, i fratelli Chess vendettero la Chess Records alla General Recorded Tape per la pazzesca cifra di 6,5 milioni di dollari, mantenendo solo un piccolo studio di registrazione a Chicago, il Ter-Mar Studio.

Paradossalmente, proprio dopo la cessione alla GRT la Chess raggiunse la vetta della Billboard, con un brano di Chuck Berry, My Ding-a-Ling, per di più con un brano live e quiindi non registrato in studio, e come ciliegina sulla torta, registrato in Inghilterra. La cessione della casa discografica alla GRT segnò l’inizio della fine della gloriosa struttura, che continuò a perdere appeal, a partire dal suo trasferimento a New York, che di sicuro non aveva la stessa importanza per il blues come poteva essere Chicago. Nel 1975 la Chess cessò definitivamente di esistere, tant’è che il suo catalogo fu praticamente introvabile fino a metà degli anni ’80, quando Marshall Chess riuscì a convincere Joe e Sylvia Robinson, proprietari della All Platinum, a ripubblicare il glorioso catalogo Chess, ma proprio quando sembrava che molti singoli potessero essere ripubblicati, la All Platinum fu ceduta alla MCA Records, a sua volta ceduta alla Geffen Records, di proprietà della Universal.

Fortunatamente, in occasione del 50° anniversario di fondazione della Chess, nel febbraio 1997, MCA ha pubblicato undici album del catalogo Chess. e qualche anno più tardi anche numerosi cofanetti dedicati ai principali artisti Chess, come Muddy Waters, Little Walter, Bo Diddley e Chuck Berry, figure storiche, i cui rapporto con la casa discografica, e la storia della stessa, è raccontata anche nel film Cadillac Records del 2008.

Lo storico edificio che ospitava la Chess Records è ora sede, come accennato, della Willie Dixon’s Blues Heaven Foundation. Tuttavia l’edificio non è stato l’unica sede della Chess; la casa nacque infatti inizialmente in due sedi diverse su South Cottage Grove Avenue, a Chicago, ma poi si trasferì sulla 2120 Michigan Avenue intorno al 1956, sede visibile anche sulla cover del singolo strumentale 2120 South Michigan Avenue dei Rolling Stones, registrato proprio in quello studio durante il loro primo tour americano nel 1964. Nella seconda metà degli anni ’60 la Chess si trasferì poi in un edificio molto più grande a 320 Street East, 21, sede definitiva della Chess fino alla sua cessione.

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